|
Mario Sasso nasce a Staffolo (Ancona) nel 1934. Formatosi
come pittore e successivamente come grafico, nel 1953-54 segue a Torino
i corsi di Armando Testa presso la Scuola di Grafica e Pubblicità. Trasferitosi
a Roma, dal 1958 inizia a collaborare con la Rai, avviando un percorso
di ricerca che 1o porta ad affiancare alla pittura, la progettazione
grafica e i nuovi linguaggi dell’elettronica.
Nel 1960
firma la prima sigla televisiva, per il programma Non è mai troppo
tardi di Alberto Manzi. Nella prima metà degli anni Sessanta alterna
all’impegno televisivo un’intensa attività pittorica con mostre personali
e partecipazione a collettive.
Nel 1968
è in Libia dove prende parte all’istituzione della locale televisione
nazionale e realizza una serie di quadri ispirati al mondo arabo. Tornato
a Roma, nel 1970 rinnova la propria presenza nel circuito delle esposizioni
legate sia ai temi dell’impegno sociale sia alla ricerca pittorica pura:
proprio le preoccupazioni comunicative di quegli anni 1o spingono a
confrontarsi con le potenzialità della televisione.
Nel 1973 è presente per
la prima volta al Premio Fiorino, al Premio Salvi e al Premio Suzzara
e partecipa ad alcune esperienze emblematiche del clima artistico del
momento, come Esperienza di gruppo. Immaginazione e potere, a
Gualdo Tadino. Dall’anno successivo avvia la riflessione sulla dimensione
urbana e dal 1975 intensifica la produzione di sigle televisive. Nel
1980 alla libreria II Ferro di Cavallo di Roma, si tiene la prima del
suo film-ambiente Il risveglio dell’arte dalla morte.
Il lavoro di videografico
subisce a questo punto un’importante trasformazione grazie all’introduzione
dell’informatica, che consente di elaborare immagini tridimensionali.
Nel frattempo cresce l’attenzione critica verso questa produzione, che
entra nel circuito delle mostre di settore: è il caso di Visual Design
e della Biennale di Lucca Sezione illustrazione. Nel 1982
realizza la nuova sigla per il Tg2.
Consolidata ormai la presenza
dell’artista nei cataloghi Bolaffi per la grafica, si moltiplicano gli
inviti alle mostre collettive e si intensifica la produzione video,
all’interno della quale si segnala Profanazioni, breve omaggio
a Michelangelo Antonioni, per Architetture della visione. La
prima mostra in cui trova riconoscimento questo doppio registro espressivo
è nel 1986 alla Galleria Artarf di Jesi, ma con i video di ricerca è
più volte presente anche al Festival di Arte Elettronica di Camerino.
Partecipa inoltre a Siggraph, importante appuntamento americano
dedicato ai prodotti grafici; nel 1984 realizza la sigla del Tg3
e il direttore di Rai Due, Luigi Locatelli, lo incarica di curare
la nuova immagine di rete.
Nel 1990
collabora con RaiSat, per la quale produce Foot Print, dando
un primo esito elettronico alla ricerca pittorica sulle città: il videotape
riceve il premio Goldene Nica alla rassegna Ars Electronica di
Linz. Sasso è invitato a Imagina di Montecarlo, prestigiosa vetrina
della produzione televisiva europea; la sigla di Viaggio nel Sud
di Sergio Zavoli, viene premiata alla Ibts di Milano.
Nel 1994
realizza le immagini di Frammenti sull’Apocalisse, lavoro teatrale
multimediale di Daniele Abbado, Roberto Andò e musiche di Nicola Sani,
presentato nel 1996 anche a RomaEuropa Festival. La collaborazione con
Abbado prosegue con il Fidelio nel 2000.
Nel 1995
vince il Premio Lombardia al Festival d’Arte Elettronica di Locarno.
Nella seconda
metà degli anni Novanta l’artista concentra la propria attenzione sulle
videoinstallazioni, genere nel quale riassume compiutamente la ricerca
nel campo pittorico e la sperimentazione e ibridazione tecnica e linguistica
sul versante multimediale. Del 1998 è la Torre delle Trilogie
totem di sessanta monitor, con musiche di Nicola Sani, commissionato
dall’azienda I Guzzini, opera nella quale per la prima volta sperimenta
uno sviluppo verticale del montaggio, e che vince nello stesso anno
il Premio Guggenheim.
Dal 2000
al 2002 Sasso realizza una serie di videotape sul Novecento che confluiscono
nelle installazioni per la mostra antologica ospitata dalla 53° edizione
della Rassegna Internazionale d’Arte G.B. Salvi di Sassoferrato.
|